• Onoterapia, la cura con l'asino


  Gli strumenti dell'onoterapia sono: l'asino, il corpo, il movimento, il gioco, la relazione asino - utente - operatore; tutte le possibili espressioni di comunicazione che permettano il riavvicinamento alla dimensione corporea, allentando i conflitti, ristabilendo una connessione col mondo delle emozioni e dei vissuti interiori.
E’ un metodo attivo che non permette mai al bambino di restare passivo o di isolarsi. L'asino riesce sempre a ottenere la sua partecipazione sollecitandolo sul piano psico-motorio, intellettivo, sociale e affettivo.
Favorisce un rapporto di comunicazione con un altro essere vivente e aiuta a sentire meglio il proprio corpo. L'asino, per le sue caratteristiche -morbido, disponibile, con il suo tipico odore e modalità
comportamentali- svolge un ruolo fondamentale, ma è l'istituirsi di un sistema di comunicazione asino-utente-operatore che crea un contesto educativo ed evolutivo in un ambiente gradevole, ricco di stimoli, a contatto con la natura e con il verde.
E’ una relazione privilegiata, che facilita una riapertura al mondo esterno, al rapporto con l'altro e induce a recuperare il senso del reale.
  l'asino animale empatico, affettuoso, che ricerca il contatto fisico. Questo ne fa un soggetto particolarmente indicato per essere utilizzato in quei disturbi che alla base hanno una difficoltà nella sfera dell'affettività. Disturbi della personalità, cognitivi e relazionali. Disarmonia emotiva, disturbi dello sviluppo, ecc... Possono trarre vantaggio dall'onoterapia persone sole, cardiopatici e ipertesi, bambini e anziani, malati psichiatrici e tossicodipendenti , detenuti, sieropositivi, audiolesi e non vedenti. Persone con problemi di ansia, stress e accettazione (anche legati all'aspetto fisico).
  All'interno dell'asineggio si lavora insieme eseguendo esercizi e organizzando giochi, sempre alla presenza di un operatore e, quando necessario, avvalendosi dell’aiuto di un assistente.
Gli esercizi e i giochi proposti vengono eseguiti da ognuno secondo le proprie capacità ed il proprio piacere.
Si gioca insieme ed in un ambiente sereno, accogliente affettivo, dove la presenza dell’asino crea costantemente situazioni buffe, divertimenti, nuove e stimolanti.
  L'attività con l'asino ci aiuta a recuperare una comunicazione autentica, semplice, profonda, basata sulla corporeità, sulla spontaneità, sul gioco.
 

Riguardo all'asino
Tommaso Garzoni

"Vive di poco posto et contentasi di ogni cosa, sopporta molto la carestia, la fame, la fatica, le busse, è patientissimo d'ogni persecutione, di semplicissimo, et poverissimo spirito, sì ch'egli non sa discernere tra le lattughe, et i cardi, di core innocente, et mondo, e senza colera, et ha pace con tutti gli animali; onde in merito di questa sua bontà non ha pidocchi, rare volte inferma, et più tardo che ogni altra bestia muore".


L'asino vola
"Guarda l'asino che vola" è un modo di dire scherzoso per dare a qualcuno del credulone.
A volare è Pegaso, il cavallo alato della mitologia, non l'asino. Infatti c'è un momento nel galoppo del cavallo in cui tutte e quattro le zampe sono staccate da terra, e in quell'istante vola.
Questo non capita all'asino, che galoppa di rado e in modo goffo.
"L'asino vola" esprime allora il bisogno dell'uomo di credere alle cose impossibili, di fantasticare, di sognare a occhi aperti.
D'altra parte l'uomo ha sempre desiderato volare. Vincere la forza di gravita che lo ancora a terra. Sfidare i limiti imposti dalla fìsica e dalla realtà.
Vola il trapezista del circo, l'atleta nel salto, il ballerino nel volteggio. Vola infine l'uomo, aiutato dalla scienza, con le macchine volanti. Ma soprattutto vola con l'immaginazione e osa l'impossibile. Sogna, fantastica e intravede cose che non vedrebbe altrimenti.

Il contenuto di questa pagina è tratto da un lavoro di Maddalena Wegher, e-mail: idotea@idotea.it

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